Quello che mi fa incazzare dell’uovo alla coque (che roba vintage, oh sì) è quella sua insopportabile tendenza a diventare barzotto (niente battute facili, grazie. Sciuocchi.) -ma che dico barzotto, sodo! E io detesto le uova sode, si sa, puzzano e hanno quella consistenza intollerabilmente farinosa all’interno-, dicevo questa deprecabile attitudine dell’uovo a non essere quel che io voglio che sia, cosicchè nel gioioso istante in cui sto per affondare la mia bella fettina di pancarrè in quello che dovrebbe essere un delizioso laghetto arancione, ZAC! ecco la fregatura: il mio fragile trancetto di pane miseramente piegato a metà e l’orrido tuorlo rassodato, c o m p l e t a m e n t e. Sono situazioni che mi lasciano sempre l’amaro in bocca, sono un tipo che difficilmente si assuefà (assuefà?) alle delusioni.
Fortunatamente sono troppo affaccendata per rimuginare sull’effettiva potenza metaforica che l’uovo cerca di comunicarmi, ad ogni modo è evidente che il mio orologio biologico stia cominciando a farsi insistentemente sentire (peraltro assecondato in pieno dalla sottoscritta.).
Dunque, se un giorno di questi comincerò a postare polaroid del mio utero ripieno, beh, non dite che non vi avevo avvisato.
Detto ciò, dieci a uno che il calendario duemilaundici più gettonato sarà quello di veronica(h) e sarah. Già lo immagino, dodici intensi scatti dal sapore lesbopatinato. Il sogno di ogni camionista che si rispetti.
Oh, io lo compro.

…e io ti amo.
LOL, sìsì già me lo vedo il fintolesbocalendario. Tutto ciò non farà che farmi rimpiangere ancora di più l’accoppiata Fontana – Lessa (non male come gioco di parole, ehm…).
Per l’uovo mi dissocio. Ho teVVVVoVe del giallo liquido. Bleah.
devo ammettere che non mi ero mai interrogato sulle attitudini dell’uovo. Ma tu pensa che stronzo (l’uovo)